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ATTRAVERSANDO VERSI
La Biennale di Poesia di Alessandria e il mondo della scuola
Moltissimi bambini, ragazzi e giovani, in una metodica operazione didattico-poetica avviata più di venti anni fa in parallelo con la Biennale di Poesia e con i suoi convegni sulla poesia oggi, hanno partecipato alla rassegna “Attraversando Versi”.
Alessandria, città in passato di caserme e di commerci più che di cultura, è dagli anni ’80 luogo di eventi incentrati sul fatto poetico nei suoi rapporti con la società e con le arti. Undici appuntamenti biennali, gli ultimi quattro internazionali, con la direzione scientifica di Giorgio Barberi Squarotti e in presenza dei maggiori critici e poeti. Con la poesia e i poeti anche numerosi artisti, a tentare di rinsaldare i naturali vincoli fra le arti di parola e le altre arti, per ridare vigore alla parola e per offrirla nuovamente a un pubblico.
Ebbene, quando si diede il via a quest’avventura poetica, si ebbe chiara l’esigenza del dover operare almeno con pari impegno anche nel campo della didattica e fu così che nacque “Attraversando versi”.
Vennero presi contatti con coloro che, in varie parti d’Italia, agivano per una diversa collocazione della poesia nella scuola; furono anni di appassionanti scambi e di collaborazioni con Roberto Piumini, Pietro Formentini, Donatella Bisutti, Ersilia Zamponi, nonché di rapporti ancora più stretti con i genovesi Francesco Langella ed Emilio Vigo; si organizzavano corsi per insegnanti, spettacoli per le scuole, soprattutto si animavano esperienze di poesia e di teatro con bambini e ragazzi impegnandoli come dicitori, attori, sceneggiatori, scenografi.
Si constatò che non era la poesia in quanto contenuto a mancare nella scuola (alla poesia, anzi, si è sempre dedicato abbondante tempo); mancava, o era condotto in modo insoddisfacente, il lavoro attorno alla poesia, mancavano esperienze di libertà con la parola poetica. Si cominciò così a sensibilizzare gli insegnanti, a prestare loro collaborazione perché sul testo potesse fiorire altro: recitazione, teatralità, canto, immagine grafico-pittorica, gesto.
Agli alunni, ora come allora, si lasciano intravedere le potenzialità praticamente infinite della parola, li si invita a usarla anche nella dimensione estetica. Senza dimenticare che essere poeti è cosa ardua e non alla portata dei bambini, questi vengono invitati a collaborare per esprimere e per esprimersi vicendevolmente quanto di poetico riescono a concepire; li si aiuta ad accorgersi di quanto solitamente sfugge all’osservazione e alla riflessione affrettate, cercando di mantenerli creativamente vigili e attenti a evitare l’insidiosa banalità.
Pur non sapendo se si possa parlare di una via alessandrina alla poesia nella scuola, si può dire che negli anni si è cercato di elaborare uno stile, un’atmosfera di lavoro nella quale fare scaturire unità didattiche spettacolari attorno alla parola poetica, che rimane centrale nell’operazione. Si è cercato di andare oltre i contenuti, immettendo un’esigenza di cura formale; si è anche cercato di non permanere nel solo gioco verbale, nel formalismo ludico.
A inizio d’anno scolastico delle classi decidono di “attraversare versi” e si rivolgono alla Biennale di Poesia per avere collaborazione a vari livelli, per intraprendere percorsi di scoperta, di scrittura, di elaborazione testuale, di messa in scena.
A insegnanti e alunni si propone di individuare temi di sicuro interesse per farne fulcri di ricerca, in vista della elaborazione di soggetti da svolgere con un’attività teatral-poetica finalizzata alla comunicazione finale: questa lascerà sempre trasparire le scelte, le vie, le insidie aggirate della banalità, le decisioni e le invenzioni, in una parola tutto il lavoro.
Alla luce delle esigenze, vengono messi a disposizione il poeta, il musicista, l’attore, lo scrittore, perché avvengano frequenze e scambi fra la scuola e il mondo dell’arte. Si favorisce un’esperienza di attraversamento di territori solitamente nuovi per bambini e ragazzi, quelli dell’incontro con adulti creativi, della collaborazione nella scrittura poetico/teatrale e della messa in scena. Chi va fra gli alunni non è solo un animatore di esperienze, porta se stesso con la propria opera, si mette pienamente a disposizione per ricercare e per produrre qualcosa di originale, più un maieuta che un animatore dunque.
E’ solitamente l’insegnante ad avvertire l’esigenza di immettere nella vita della classe persone e attività piuttosto inedite per la scuola, privilegiando la parola poetica.
Ogni anno si assiste così a un fiorire di produzioni testuali e di percorsi nelle arti all’insegna della leggerezza (solitamente le unità spettacolari di “Attraversando Versi” non superano i dieci-quindici minuti) e della meraviglia (per quanto si è riusciti a fare con buona dose di divertimento).
Se quanto appena sommariamente descritto avviene di solito nel territorio alessandrino, a tutte le altre scuole di ogni ordine e grado si offre la possibilità di usare la Biennale di Poesia di Alessandria come centro di raccolta e di documentazione su quanto si continua a fare con la poesia.
Per invio di materiali (in qualsiasi momento dell’anno):
Associazione Culturale Biennale di Poesia di Alessandria- Casella Postale 251 15121 Alessandria;
e-mail: poetryalessandria@biennpoesia.it
Una mostra annuale e l’inserimento di segnalazioni sul sito ufficiale www.biennpoesia.it mettono a disposizione degli interessati il lavoro svolto nelle scuole italiane con la poesia.
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